Tuesday, February 17, 2009

Se di notte d'inverno un viaggiatore... Parte Prima

Il primo errore è stato non chiedere l'orario dell'ultimo treno. Sapevo che l'avrei dovuto fare, ma alla fine avevo deciso che non era comunque necessario, dato che avrei tenuto sotto stretto controllo l'ora e mai e poi mai mi sarei presentato alla stazione della metro dopo le 23.
Non potevo immaginare che saremmo finiti a parlare di politica con i miei amici. E nemmeno che ci saremmo trovati d'accordo.

E' la notte del primo febbraio e da ore Londra è teatro e spettatrice di una nevicata degna di altre altitudini. I miei amici abitano a East London. L'area è tranquilla, contrassegnata dalle tipiche villette e da pochi isolati negozi. Il centro della città è lontano.

Alle 23.45 mi rendo conto mio primo errore, e mi appresto a commettere il secondo. Mi dirigo alla fermata degli autobus più vicina e trovo una linea notturna che mi porta dritto a Trafalgar Square, da dove il 23 mi permetterà poi di raggiungere facilmente, se non velocemente, casa. L'opzione B sarebbe tornare a casa dei miei amici e fermarmi lì a dormire. E' troppo facile e scontato, per cui sotto la tormenta e di notte mi appresto a circa venti minuti di camminata per raggiungere la fermata che mi serve. La cerco e la trovo in mezzo al nulla, e mentre cerco di ripararmi dalla neve che mi sferza la faccia tengo d'occhio la strada. Gli autobus stanno circolando ed è solo normale che il mio sia in ritardo: le strade sono coperte di neve.

E' passata circa un'ora dal momento della realizzazione del primo errore, e un autobus della linea N15 mi si ferma di fronte. L'autista mi chiede di salire. Mi tolgo le cuffie e gli faccio gentilmente notare che sto aspettando un'altra linea, ma grazie di cuore. Assai più gentilmente di quanto non abbia fatto io, l'autista mi informa che viste le condizioni atmosferiche tutti i mezzi pubblici di Londra sono stati richiamati ai depositi, e che quello sarebbe stato l'ultimo mezzo per la notte.
“Dove vai?” chiedo
”Hackney” mi risponde
Nord Est. Significa allontanarmi ancora di più dalla mia destinazione, ma anche l'unica possibilità di trovare un mezzo alternativo per tornare a casa dato che, appunto, mi dove mi trovo ora mi circonda solo il nulla, per quanto innevato.
Ovviamente, salgo.

- fine prima puntata -

4 comments:

Anonymous said...

...attendo speranzoso la seconda parte...complimenti per lo stile che regala qlc minuto di spazio libero ad una mente pienamente pensierosa...

Un grande saluto,
Emanuele DC

Anonymous said...

Veramente i miei complimenti...molto bello e poi mi hai fatto rivivere per un pochino la fantastica Londra dove ci ho lasciato una parte del mio cuore...


Aspetto la seconda parte...
baci
Claudia P.
una tua amica di Facebook

Anonymous said...

ehy...veramente complimenti...bellissimo e poi mi hai fatto rivivere londra dove ho lasciato una parte del mio cuore...
aspetto con ansia la seconda puntata...

Bacioni...
Claudia P.
(un'amica di Facebook)

Anonymous said...

e la seconda parte?