
Quando la Fiat va bene i mezzi di informazione gioiscono.
Aumenta il numero di macchine vendute.
Pertanto la quota di mercato.
Di conseguenza il valore delle azioni.
Insomma, l’economica italiana gira, almeno in parte.
Ma chi tesse le lodi di questi successi si interessa allo stesso modo di capire se all’aumentare delle automobili corrisponde una maggiore capacità delle strade? Più parcheggi? Più alternative? Più efficienza energetica, meno sprechi, una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente?
Mi ponevo questa domanda questa sera quando, tornando da lavoro, mi sono trovato di fronte una fila ininterrotta dall’ufficio a casa. Non sto scherzando. Dalla stazione metro Laurentina alla fine di viale Marconi. Una piccola logica interruzione sono nel punto in cui la strada interseca la Colombo.
Una vita che faccio lo stesso percorso, e mai visto niente di simile. Mai fino a questo punto.
Ad un certo punto ti aspetti almeno la chiazza di sangue, la macchina sfracellata, il palo divelto (come dice Laganà in un suo spettacolo). Invece no. Semplicemente, era finito lo spazio. Tutto occupato.
Ad un certo punto ho pensato di svicolare con lo scooter sul marciapiede. Niente da fare, c’era fila anche là. Non i passanti. Le moto.
E domani aprono le scuole materne. Oh dio!
Se non avessi tanti cavoli per la testa mi sarei arrabbiato. Invece ci scrivo sopra un post. E penso che questo è stato il lusso che una città si è concessa nel primo giorno veramente a pieno regime dopo le vacanze: ore di fila, aria irrespirabile, e la garanzia che sarebbe potuta andare peggio soltanto prendendo un autobus. Veramente, che posto assurdo è diventato questo!
In compenso la Fiat va bene. Peccato che Montezemolo, lui, gira in elicottero.
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