Monday, October 23, 2006

La Festa del Cinema di Roma

Posso dire, dopo 15 giorni di silenzio, che se non altro spero di non aver sprecato il mio tempo, anche se temo l’esatto contrario.

In ogni caso, tra le tante di queste settimane ho avuto la fortuna di partecipare alla Festa del Cinema di Roma. Da spettatore, devo dire che l’impatto è stato positivo. Il villaggio, creato dallo stesso Renzo Piano negli spazi antistanti l’ingresso alle sale, offriva punti di ristoro adatti a tutte le tasche, un’ampia biglietteria aperta fino a notte, stand utilizzati dagli sponsor per accogliere i propri clienti.
Non gigantesco e sicuramente non glamour, ma estremamente pratico (meno con la pioggia, anche se la camminata tra gli stand era tutta su passerelle di legno).

Di fronte alla piazza dell’Auditorium vero e proprio era stato ricavato lo spazio per il red carpet, cioè il tappeto rosso sul quale far sfilare le star. Di fronte al tappeto, un’area riservata a fotoreporter, troupe televisive, etc. Non so quanto sufficiente a contenere tutti dato che l’unica premiere alla quale ho assistito era stata “normalizzata” dopo l’incidente nella metropolitana.

I film venivano proiettati nelle sale dell’auditorium vero e proprio e in uno spazio esterno costruito per l’occasione. Devo dire che in quest’ultimo caso hanno fatto davvero un ottimo lavoro, credo offrisse una buona visibilità davvero a tutti, mentre nelle sale da concerto la visibilità nelle gallerie è a tratti rovinata dalla balaustra.

Come sempre in questi casi se uno lavora è impossibile riuscire a prendere i biglietti, che vengono venduti in orario di ufficio, ed è solo grazie ad alcune conoscenze che sono riuscito a vedere due film (“The Prestigi” e “La sconosciuta”: meglio il primo, secondo me). Da questo punto di vista, la vendita via ricevitorie del Lotto non ha aiutato più di tanto. Però il fatto che i posti fossero esauriti e che le sale fossero al completo dà la cifra di come la città abbia risposto. E devo dire che era bello girare e sentir parlare così tante lingue. Era così…festivaliero!

Come al solito, le proiezioni per addetti sono state quelle meno frequentate. Accade in tutti i festival, figuriamoci se Roma poteva fare eccezione alla prima edizione. Anche, molti addetti ai lavori si sono lamentati della disorganizzazione, rimpiangendo Venezia.
Posso dire solo tre cose:
a – se avessi un registratore vocale, a molte di queste persone farei sentire i commenti dopo essere stati al lido, e
b – il concetto di start-up non vi è stato mai spiegato, scommetto, ma nonostante questo immagino che vi siate adoperati al massimo per aiutare l’organizzazione (sicuramente caotica) a prendere decisioni più razionali e abbiate accolto senza gioia ogni problema tecnico e logistico che abbia funestato lo svolgimento della manifestazione, e
c – citando Moretti, ve la meritate Venezia!

Nota di demerito al sottoscritto: due volte alla Festa, e neanche una foto. Questione di attitude: c’è chi l’ha e chi no. Io no, temo.

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