Saturday, October 04, 2008

Intermezzo

E’ nervoso. I lunghi capelli neri gli cadono disordinatamente sulle spalle. Gli occhi, chiari ma non azzurri, sono arrossati e risaltano ancora più del solito sulla carnagione scura.
Le spalle e il collo sono come intrappolati in una morsa, capisce di muoversi in modo impacciato. Fa dei respiri profondi, cerca di calmarsi ma non fa che peggiorare la situazione.
L’aria è spessa.

Sanno dove sono, pensa tra sè e sè. Sanno dove sono, e presto verranno. Si guarda attorno, tutto sembra normale. Eppure ha bisogno di risposte, di conferme, di smentite.
Si alza in piedi, capisce di avere la loro attenzione. Simula una calma che non ha, parla:
“Questa sera, qualcuno di voi mi tradirà”.
Gli uomini attorno a lui lo guardano stupiti. Qualcuno impallidisce, nega, ma i più fanno finta di niente, ricominciano a parlare tra di loro come se niente fosse e da sottecchi gli lanciano sguardi di compatimento.
Si lascia cadere sulla sedia, sente che le forze lo abbandonano. Capisce di non avere cercato conferme ma una reazione, una qualsiasi, un ripensamento, un pentimento. Un aiuto. Non ha avuto nulla di tutto questo.
Ripassa mentalmente la mappa della città. Nella sua testa vede i soldati controllare le due uscite a Nord e a Sud delle mura, e le pattuglie avvicinarsi al luogo che pensava sicuro e invece si sta rivelando una trappola.

Fare provviste negli ultimi tempi gli è diventato quasi impossibile. Prende in mano il pane. E’ secco, duro. Vecchio. Prova a spezzarlo, non ci riesce. Ancora una volta percepisce gli occhi dei suoi commensali su di sè, li sente scrutargli l’anima, una violazione. Le mani gli tremano. Prova a concentrarsi, fa uno sforzo. Il tozzo cade un paio di volte, ma alla fine si spezza. Così faranno con me, pensa tra sè mentre lo distribuisce.
Prende la brocca del vino, un velenoso intruglio acido acquistato tempo addietro da un mercante romano. Se ne mesce una generosa porzione, versandolo sulla tavola e macchiandosi la tunica sdrucita e lisa. Non se ne cura.
Sente il tempo scorrergli tra le dita. E’ una sensazione fisica. Lo riporta a quando, bambino, cercava di afferrare la sabbia e quella continuava a sfuggirgli. Osserva il liquido rosso sangue, beve. Non è giusto, pensa. Non è quello che immaginavo, quello che volevo, quello che credevo. Perchè? Sono solo un uomo. Solo un uomo.
Si guarda intorno. Pensa: questa per me sarà l’ultima cena. Ma per loro no, maledizione.
Per loro no.

1 comment:

Unknown said...

Pier...è spettacolare!!
Complimenti...da questo punto di vista la storia sembra un'altra!! Caspita mi sono emozionata!
ebbravo bravo

elo