
Quello che è successo a Catania più che sconvolgente è disperante, perché ogni qualvolta sembra ci sia un segnale di cambiamento di mentalità in Italia – e penso al tema dell’ambiente, mai così presente nell’agenda di mass media e gente comune contemporaneamente – accade qualcosa che cancella ogni illusione. I fatti di Catania riproducono ed esasperano un fenomeno presente ovunque in Italia: il bisogno di un nemico contro il quale sfogare ire e frustrazioni e al quale addossare qualsiasi tipo di colpe. Le persone credono talmente poco nelle proprie forze che, si parli di successi o di insuccessi, colpa o merito sono di qualcun altro. E così l’individuazione del nemico, incrociandosi con l’endemica impunità riservata alle folle in questo paese, crea effetti devastanti.
Per certi versi, di questo sistema siamo tutti più o meno conniventi.
Questa domenica senza calcio può servire per pensare, ma bisogna prima avere voglia di farlo.
PS: ieri sera intorno alle sette e mezza il cielo era colmo di una splendida luna piena, l’aria era dolce e nonostante le macchine si percepiva chiaramente profumo di mimose. Questo sarebbe ancora un posto fantastico, se non ci fossimo noi.
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