IL CONCERTO DI BILLY JOEL (E BRYAN ADAMS)
Sono ormai anni che a Roma in estate si tiene un megaconcerto gratuito. Il palco è sempre posizionato in modo da avere alle spalle il Colosseo. La location è davvero uno spettacolo al quale nessuna foto può rendere giustizia.
In questo modo ho avuto la fortuna di vedere Paul McCartney, Simon & Garfunkel…il primo artista non riesco a ricordare chi fosse…e mi sono perso Elton John, peraltro sopravvivendo benissimo…eh eh…ehm…
Quest’anno i protagonisti sono stati Billy Joel e Brian Adams. Segue, inevitabilmente, recensione con una premessa: sono un fan di Billy Joel per cui non posso essere obiettivo.
Innanzitutto la band: lui al pianoforte, un batterista, un sassofonista-percussionista-tastierista.
E immagino anche idraulico, all’occorrenza), chitarra solista, basso, fiati, altro tastierista.
Poi il concerto. A me sembra sia iniziato un po’ sottotono. Già con artisti più noti e con un pubblico pagante ogni volta che parte il primo pezzo c’è quel senso di liberazione ma anche di apprensione: scatterà il feeling con il pubblico? Riuscirà/anno a portarci nel mondo delle sue canzoni? Ci prenderà per la testa, per la pancia, per i fondelli? C’è sempre la necessità di creare subito il giusto feeling tra musicisti e ascoltatori, è così limitata la possibilità di interagire, ed è il motivo per cui di solito si parte con un pezzo veloce e, se possibile, noto. Se il pubblico rimane freddo, i musicisti si deprimono. E’ inevitabile. Ora, Billy Joel ha alle spalle più di 30 anni di carriera, ha cominciato come pianista da night club, uno dei suoi soprannomi è “The Entertainer, insomma sa il fatto suo. Però sono 14 anni che non pubblica un album di inediti, e da altrettanti anni non faceva concerti in Italia (peraltro il suo ultimo concerto fu a Milano, ci andai, e non fece nemmeno il tutto esaurito. Lo spettacolo fu bellissimo però, alla fine ballavano tutti!). Iniziare lo show con il repertorio early 70’s è stato forse un azzardo. Graditissimo dai fan e dai tantissimi americani nella folla, un grosso punto interrogativo per tutti gli altri.
Ne è seguita una morìa di ragazzetti, comunque soddisfatti dai 50 minuti di Bryan Adams, e applausi convinti fino a un certo punto.
Però poi: la voce è sempre quella, magnifica; la verve è indiscutibile; un repertorio che la metà basterebbe. Insomma, è bastato alzare un po’ il ritmo ed ecco gli applausi, ecco la gente ballare, ecco Billy Joel improvvisare al piano, alzarsi, scatenarsi…ecco tutte le emozioni, che bello rivederlo e ritrovarlo, che fortuna per chi c’era…che fortuna per me!
In ordine sparso, le canzoni che sono riuscito a riconoscere (e spero di non averne messe troppe!!!):
- Captain Jack
- The Entertainer (credo sia stata questa la prima canzone)
- New York State of Mind
- Say Goodbye to Hollywood
- Scenes from an Italian Restaurant
- Zanzibar (se ho capito bene il titolo, la canzone non la conosco)
- Just the way you are
- She’s always a woman to me
- My Life
- Honesty
- Big Shot
- Still rock and roll to me
- Honesty
- Allentown
- An Innocent Man
- Uptown Girl
- This is the Time
- River of Dreams
Bis (con Bryan Adams):
- You may be right
- Cut like a knife (canzone di Bryan Adams appunto)
Secondo bis:
- Piano Man
Che dire: penso non sia un artista da grandi folle in Italia e infatti, tra tutti i concerti al Colosseo da me visti, questo è stato quello con la minor partecipazione popolare. Però per chi ama questo artista è stata un’opportunità unica per rivederlo dal vivo e rivivere con lui canzoni che fanno parte del nostro passato. Per chi non lo conosceva un’occasione per scoprire un artista e una musica non banali eppure orecchiabili, spesso raffinata eppure trascinante, frutto di un’epoca in cui per fare il cantante bisognava saper cantare e per fare il musicista bisognava saper suonare.
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